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“Trilogia del mistero”, tre thriller che pur raccontando storie completamente diverse tra loro,
grazie a protagonisti indimenticabili permettono di gettare uno sguardo sul mistero e sul soprannaturale.

Con il primo romanzo della trilogia, “La tela del diavolo”, l’autore ci porta a incontrare il mondo inquietante della Magia, dove anche se chiaramente dichiara di intenderla come forma superiore di conoscenza, cui corrisponde una concezione del mondo retto da forze spirituali, fortemente influenzato dal pensiero Wicca, la "religione della natura" o "vecchia religione"  com'è più comunemente intesa, rimane pur sempre nell’alone dell’arcano, dove inaspettate incursioni nel modo della meccanica quantistica e nelle teorie dei viaggi nel tempo, portano il lettore a inoltrarsi nei misteri che da sempre circondano l’umanità. Streghe, demoni, draghi, si mescolano ad assassini seriali e a scienziati disillusi, in un caleidoscopico susseguirsi di colpi di scena dove ogni volta l’idea che il lettore che si è fatto della trama, viene sovvertita dal racconto stesso.





Con “La disubbidiente”, il lettore è, assieme ai personaggi ricorrenti della trilogia, già immerso nel mondo del paranormale; per cui non avendo bisogno di nuovi approcci verso l’inconsueto, viaggia in libertà tra universi paralleli, seguendo un esperimento scientifico ideato in un futuro talmente reale da lasciare decisamente perplessi.




 
“Ombre senza tempo” invece, sposta il misterioso verso un piano più personale, sfiorando il campo dell’inconscio e della pazzia, riportando però, per paradosso, i personaggi verso la normalità del quotidiano, lasciando che le loro esperienze e avventure finiscano tra le braccia dei ricordi, in bilico tra sogno e realtà.